Dal 2006 la
vendita dei farmaci senza obbligo di prescrizione in Italia è possibile
attraverso tre diversi canali, così distribuiti: circa 18.000 farmacie, quasi
3.000 parafarmacie e più di 290 Corner GDO (Figura 6).
Figura 6. Evoluzione del numero di farmacie, parafarmacie e Corner GDO nel
triennio 2009-2011.
Come di
evince dalla Figura 6, le farmacie sono presenti sul territorio nazionale in
numero molto maggiore rispetto agli altri due canali di vendita. Tuttavia,
emerge come le parafarmacie nel triennio 2009-2011 siano maggiormente dinamiche
con 321 nuovi punti vendita (altri 80 ne sono stati aperti nei primi tre mesi
del 2012). Al contrario si assiste ad un sostanziale rallentamento delle
aperture dei Corner GDO, con soli 17 nuovi punti vendita nello stesso periodo.
Questo dimostra che per la GDO, i Corner rappresentano il completamento
dell’offerta, anzichè essere considerato un business
ad alta redditività e che lo sviluppo dei Corner è inevitabilmente legato
all’apertura o all’ampliamento di centri commerciali.
Al di là di queste valutazioni bisogna
comunque tenere presente che le farmacie presentano un maggiore assortimento di
prodotti rispetto agli altri canali (317 confezioni in media contro le 241 dei Corner
e le 135 delle parafarmacie).
Inoltre la
farmacia, nonostante i prezzi siano mediamente più alti (cfr. paragrafo 3.2),
risulta essere il canale di elezione per gli italiani nell’acquisto di questi
medicinali 24.
A riconferma
di ciò (Figura 7) il mercato SOP e OTC è così suddiviso:
·
le farmacie detengono il 91,6% del mercato a volumi e il
92,6% a valori;
·
le parafarmacie il 4,9% a volumi e il 4,6% a valori;
·
i Corner della GDO il 3,5% a volumi e il 2,8% a valori.
Quindi,
nonostante la crescita dei nuovi esercizi commerciali, le farmacie detengono ancora
oggi gran parte del mercato farmaceutico senza obbligo di prescrizione.
Un
altro fenomeno che si è sviluppato negli ultimi anni, anche a seguito
dell’avvento di questi nuovi esercizi commerciali e della conseguente
concorrenza, è internet. Esso viene visto dai proprietari di farmacie,
parafarmacie e Corner come strumento utile a pubblicizzare il proprio punto
vendita e a farsi conoscere in modo semplice,veloce e diretto. Poiché negli
ultimi anni internet e i
servizi offerti dal web in tema di salute, rappresentano un punto di
riferimento in termini di conoscenza ed informazione per molti degli utenti
della rete, anche l’interesse di titolari di farmacie e parafarmacie si è
ampliato in questa direzione. Non a caso, nell’ultimo anno, l’investimento in
applicazioni web è cresciuto del 78%. Nel 2010 ben il 34% degli italiani ha
consultato internet per avere informazioni in materia di salute (XLIV rapporto
annuale sulla situazione sociale del Paese elaborato dal Censis).
Questo canale “virtuale” non può essere
utilizzato dai titolari di farmacie e parafarmacie per la vendita di nessun
tipo di farmaco, tuttavia permette di dare maggiore visibilità al proprio
esercizio commerciale: di far conoscere i servizi proposti, l’offerta di
articoli presenti nel punto vendita, oltre a permettere la vendita di prodotti
non farmaceutici (cosmetici, salutistici, ecc.).
Nonostante
in Italia sia vietata la vendita di farmaci online, da una recente indagine (XII
Indagine conoscitiva sul fenomeno della
contraffazione e dell'e-commerce farmaceutico
della Commissione Igiene e
Sanità del Senato), emerge che sono circa 8 milioni gli italiani che acquistano
farmaci via internet. Si tratta di giovani, giovanissimi e anche ultra 65enni. Inoltre,
si evidenzia come 4 italiani su 10 ignorano che la vendita di farmaci on line
in Italia è vietata. Una buona parte ( 34%) ritiene che possano essere comprati
on line solo i farmaci senza obbligo di prescrizione. In generale, gli italiani
ritengono che comprare sul web sia cosa positiva e vantaggiosa, ignorando i
rischi in cui possono incorrere, dato che, almeno un farmaco su due di quelli
acquistati su internet è contraffatto.
Le
parafarmacie e i Corner, da quando hanno cominciato a svilupparsi, si sono pian
piano affermati. La loro è stata, e continua ad essere, una crescita graduale,
ma costante. Hanno dovuto farsi conoscere dal grande pubblico e, d’altra parte,
i cittadini hanno avuto bisogno di tempo per capire di che cosa si trattasse e
quale tipo di prodotti potessero trovare in queste nuove realtà commerciali. A
conferma di ciò si può notare come dal 2007 al 2011 la farmacia abbia perso di
4,9% a volume per quanto riguarda i prodotti che possono essere venduti anche
negli altri canali, quindi anche cosmetici e prodotti non farmaceutici oltre
che farmaci SOP ed OTC che da soli rappresentano una perdita per le farmacie
pari al 4,4% a volumi (Figura 8).
Figura 8. Farmaci SOP e OTC. Variazione delle vendite a volume in funzione
dei canali di vendita.
Di
conseguenza, appare chiaro che l’abbassamento dei prezzi medi in parafarmacie e
Corner non è motivo sufficiente a far variare le abitudini di consumo dei
cittadini italiani. In particolare, del totale di confezioni di
farmaci SOP ed OTC acquistate dagli italiani nel 2011:
·
il 91,6% sono state comprate in farmacia (per un giro
d’affari di 2.046,7 milioni di euro);
·
il 4,9% nelle parafarmacie (101,9 milioni di euro);
·
il 3,5% nei Corner GDO (61,5 milioni di euro).
Si nota
come i volumi di vendita di parafarmacie e Corner GDO non siano proporzionali
alla loro numerosità, visto che le prime sono circa 10 volte più numerose dei
secondi. Questo fenomeno di maggiori vendite nei Corner GDO rispetto alle
parafarmacie potrebbe essere spiegabile attraverso la constatazione del felice
posizionamento dei Corner all’interno di grandi centri commerciali. Questo fa
si che essi abbiano una grande affluenza di clienti che per comodità sfruttano
questo ulteriore servizio mentre si trovano nel centro commerciale per
effettuare altre spese. Il fenomeno potrebbe, però, essere legato anche a un
maggiore contenimento dei prezzi che i Corner GDO riescono ad effettuare
proprio perché facenti parte di catene commerciali.
A
completamento di tale analisi bisogna specificare che farmacie e Corner GDO nel
2011 hanno assistito ad una contrazione delle vendite a volumi rispetto agli
anni precedenti, mentre le parafarmacie registrano un incremento. Sul fronte
dei fatturati, invece, i ricavi delle farmacie si presentano stabili, mentre Corner
e parafarmacie continuano a crescere.
Figura 9. Peso delle vendite di SOP e OTC e dei prodotti non farmaceutici nei tre canali di vendita – anno 2011
Al contrario, i Corner GDO risultano in una fase di stallo senza grandi prospettive per il futuro, se non legate ad ampliamenti commerciali.
Scendendo
maggiormente nel dettaglio possiamo vedere che il totale delle vendite
effettuate dai tre diversi canali nel 2011 è costituito da:
·
Farmacie 77,2% in prodotti non farmaceutici e 22,8% in SOP ed
OTC;
·
Parafarmacie 83,8% in prodotti non farmaceutici e 16,2% in
SOP ed OTC;
·
Corner 86,2% in prodotti non farmaceutici e 13,8%% in SOP ed
OTC.
A fronte
di questi dati (Figura 9) risulta chiaro come i prodotti non farmaceutici
costituiscano gran parte delle vendite dei tre canali e come essi siano
importanti soprattutto per i Corner GDO.
Bisogna,
tuttavia, ricordare che a questi dati corrispondono guadagni a valore molto
differenti tra le tre realtà e comunque molto maggiori per le farmacie (oltre
6,9 miliardi di euro per le farmacie, 528,5 milioni parafarmacie e 384,6
milioni nei Corner GDO).
Per
quanto riguarda i farmaci senza obbligo di prescrizione si può notare come
essi, negli ultimi anni, costituiscano percentuali esigue delle vendite in
tutti e tre i canali.
Inoltre
possiamo dire che del totale del mercato senza obbligo di prescrizione il 75,1%
è costituito da farmaci OTC e solo il 24,9% da medicinali SOP.
Sul
totale delle vendite dei farmaci OTC nel 2011 il 91,3% è stato venduto in
farmacia, il 4,9% in parafarmacia e il 3,7% nei Corner GDO. A riconferma del
fatto che, nonostante quanto messo in atto per aumentare la concorrenza, le
farmacie continuano ad essere leader del settore.
Si può
constatare che le tre categorie più vendute di farmaci OTC ( farmaci per
l’apparato digerente, analgesici e medicinali per l’apparato respiratorio) da
sole costituiscono il 69,5% del totale delle vendite degli OTC in farmacia, il
68,5% in parafarmacia e il 69,9% nei Corner GDO.
Si può
dire, inoltre, che nel 2011 le vendite dei farmaci OTC hanno assistito ad una
crescita solo in parafarmacia (+1,4%) contraendosi, invece, negli altri due
canali.
A fronte
di queste constatazioni si può concludere che, nonostante ad oggi la farmacia
resti il canale più sviluppato e di maggior riferimento per i cittadini, la
parafarmacia risulta il canale più dinamico, l’unico che continua a crescere
sia in termini di aperture di punti vendita, sia in termini di quote di mercato
che annualmente erode alle altre due realtà.




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