4. Mercato SOP e OTC nei diversi canali di distribuzione.

4.1. I canali di distribuzione in Italia: Farmacia, parafarmacia e Corner GDO.
Dal 2006 la vendita dei farmaci senza obbligo di prescrizione in Italia è possibile attraverso tre diversi canali, così distribuiti: circa 18.000 farmacie, quasi 3.000 parafarmacie e più di 290 Corner GDO (Figura 6).


Figura 6. Evoluzione del numero di farmacie, parafarmacie e Corner GDO nel triennio 2009-2011.

Come di evince dalla Figura 6, le farmacie sono presenti sul territorio nazionale in numero molto maggiore rispetto agli altri due canali di vendita. Tuttavia, emerge come le parafarmacie nel triennio 2009-2011 siano maggiormente dinamiche con 321 nuovi punti vendita (altri 80 ne sono stati aperti nei primi tre mesi del 2012). Al contrario si assiste ad un sostanziale rallentamento delle aperture dei Corner GDO, con soli 17 nuovi punti vendita nello stesso periodo. Questo dimostra che per la GDO, i Corner rappresentano il completamento dell’offerta, anzichè essere considerato un business ad alta redditività e che lo sviluppo dei Corner è inevitabilmente legato all’apertura o all’ampliamento di centri commerciali.
Al di là di queste valutazioni bisogna comunque tenere presente che le farmacie presentano un maggiore assortimento di prodotti rispetto agli altri canali (317 confezioni in media contro le 241 dei Corner e le 135 delle parafarmacie).
Inoltre la farmacia, nonostante i prezzi siano mediamente più alti (cfr. paragrafo 3.2), risulta essere il canale di elezione per gli italiani nell’acquisto di questi medicinali 24.
A riconferma di ciò (Figura 7) il mercato SOP e OTC è così suddiviso:
·         le farmacie detengono il 91,6% del mercato a volumi e il 92,6% a valori;
·         le parafarmacie il 4,9% a volumi e il 4,6% a valori;
·         i Corner della GDO il 3,5% a volumi e il 2,8% a valori.


Figura 7. Segmentazione dei canali distributivi a volume e a valore – anno 2011.

Quindi, nonostante la crescita dei nuovi esercizi commerciali, le farmacie detengono ancora oggi gran parte del mercato farmaceutico senza obbligo di prescrizione.
Un altro fenomeno che si è sviluppato negli ultimi anni, anche a seguito dell’avvento di questi nuovi esercizi commerciali e della conseguente concorrenza, è internet. Esso viene visto dai proprietari di farmacie, parafarmacie e Corner come strumento utile a pubblicizzare il proprio punto vendita e a farsi conoscere in modo semplice,veloce e diretto. Poiché negli ultimi anni internet e i servizi offerti dal web in tema di salute, rappresentano un punto di riferimento in termini di conoscenza ed informazione per molti degli utenti della rete, anche l’interesse di titolari di farmacie e parafarmacie si è ampliato in questa direzione. Non a caso, nell’ultimo anno, l’investimento in applicazioni web è cresciuto del 78%. Nel 2010 ben il 34% degli italiani ha consultato internet per avere informazioni in materia di salute (XLIV rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese elaborato dal Censis).
Questo canale “virtuale” non può essere utilizzato dai titolari di farmacie e parafarmacie per la vendita di nessun tipo di farmaco, tuttavia permette di dare maggiore visibilità al proprio esercizio commerciale: di far conoscere i servizi proposti, l’offerta di articoli presenti nel punto vendita, oltre a permettere la vendita di prodotti non farmaceutici (cosmetici, salutistici, ecc.).
Nonostante in Italia sia vietata la vendita di farmaci online, da una recente indagine (XII Indagine conoscitiva sul fenomeno della contraffazione e dell'e-commerce farmaceutico della Commissione Igiene e Sanità del Senato), emerge che sono circa 8 milioni gli italiani che acquistano farmaci via internet. Si tratta di giovani, giovanissimi e anche ultra 65enni. Inoltre, si evidenzia come 4 italiani su 10 ignorano che la vendita di farmaci on line in Italia è vietata. Una buona parte ( 34%) ritiene che possano essere comprati on line solo i farmaci senza obbligo di prescrizione. In generale, gli italiani ritengono che comprare sul web sia cosa positiva e vantaggiosa, ignorando i rischi in cui possono incorrere, dato che, almeno un farmaco su due di quelli acquistati su internet è contraffatto.

4.2. Confronto del mercato dei diversi canali di vendita.
Le parafarmacie e i Corner, da quando hanno cominciato a svilupparsi, si sono pian piano affermati. La loro è stata, e continua ad essere, una crescita graduale, ma costante. Hanno dovuto farsi conoscere dal grande pubblico e, d’altra parte, i cittadini hanno avuto bisogno di tempo per capire di che cosa si trattasse e quale tipo di prodotti potessero trovare in queste nuove realtà commerciali. A conferma di ciò si può notare come dal 2007 al 2011 la farmacia abbia perso di 4,9% a volume per quanto riguarda i prodotti che possono essere venduti anche negli altri canali, quindi anche cosmetici e prodotti non farmaceutici oltre che farmaci SOP ed OTC che da soli rappresentano una perdita per le farmacie pari al 4,4% a volumi (Figura 8).


Figura 8. Farmaci SOP e OTC. Variazione delle vendite a volume in funzione dei canali di vendita.

Tuttavia la farmacia si conferma ancora il canale di acquisto privilegiato per SOP ed OTC: infatti, parafarmacie e Corner della GDO cumulano meno del 10% del mercato (8,4% a volumi e 7,4% a valori).

Di conseguenza, appare chiaro che l’abbassamento dei prezzi medi in parafarmacie e Corner non è motivo sufficiente a far variare le abitudini di consumo dei cittadini italiani. In particolare, del totale di confezioni di farmaci SOP ed OTC acquistate dagli italiani nel 2011:
·         il 91,6% sono state comprate in farmacia (per un giro d’affari di 2.046,7 milioni di euro);
·         il 4,9% nelle parafarmacie (101,9 milioni di euro);
·         il 3,5% nei Corner GDO (61,5 milioni di euro).
Si nota come i volumi di vendita di parafarmacie e Corner GDO non siano proporzionali alla loro numerosità, visto che le prime sono circa 10 volte più numerose dei secondi. Questo fenomeno di maggiori vendite nei Corner GDO rispetto alle parafarmacie potrebbe essere spiegabile attraverso la constatazione del felice posizionamento dei Corner all’interno di grandi centri commerciali. Questo fa si che essi abbiano una grande affluenza di clienti che per comodità sfruttano questo ulteriore servizio mentre si trovano nel centro commerciale per effettuare altre spese. Il fenomeno potrebbe, però, essere legato anche a un maggiore contenimento dei prezzi che i Corner GDO riescono ad effettuare proprio perché facenti parte di catene commerciali.
A completamento di tale analisi bisogna specificare che farmacie e Corner GDO nel 2011 hanno assistito ad una contrazione delle vendite a volumi rispetto agli anni precedenti, mentre le parafarmacie registrano un incremento. Sul fronte dei fatturati, invece, i ricavi delle farmacie si presentano stabili, mentre Corner e parafarmacie continuano a crescere.

Figura 9. Peso delle vendite di SOP e OTC e dei prodotti non farmaceutici nei tre canali di vendita – anno 2011

Al contrario, i Corner GDO risultano in una fase di stallo senza grandi prospettive per il futuro, se non legate ad ampliamenti commerciali.

Scendendo maggiormente nel dettaglio possiamo vedere che il totale delle vendite effettuate dai tre diversi canali nel 2011 è costituito da:
·         Farmacie 77,2% in prodotti non farmaceutici e 22,8% in SOP ed OTC;
·         Parafarmacie 83,8% in prodotti non farmaceutici e 16,2% in SOP ed OTC;
·         Corner 86,2% in prodotti non farmaceutici e 13,8%% in SOP ed OTC.
A fronte di questi dati (Figura 9) risulta chiaro come i prodotti non farmaceutici costituiscano gran parte delle vendite dei tre canali e come essi siano importanti soprattutto per i Corner GDO.
Bisogna, tuttavia, ricordare che a questi dati corrispondono guadagni a valore molto differenti tra le tre realtà e comunque molto maggiori per le farmacie (oltre 6,9 miliardi di euro per le farmacie, 528,5 milioni parafarmacie e 384,6 milioni nei Corner GDO).
Per quanto riguarda i farmaci senza obbligo di prescrizione si può notare come essi, negli ultimi anni, costituiscano percentuali esigue delle vendite in tutti e tre i canali.
Inoltre possiamo dire che del totale del mercato senza obbligo di prescrizione il 75,1% è costituito da farmaci OTC e solo il 24,9% da medicinali SOP.
Sul totale delle vendite dei farmaci OTC nel 2011 il 91,3% è stato venduto in farmacia, il 4,9% in parafarmacia e il 3,7% nei Corner GDO. A riconferma del fatto che, nonostante quanto messo in atto per aumentare la concorrenza, le farmacie continuano ad essere leader del settore.
Si può constatare che le tre categorie più vendute di farmaci OTC ( farmaci per l’apparato digerente, analgesici e medicinali per l’apparato respiratorio) da sole costituiscono il 69,5% del totale delle vendite degli OTC in farmacia, il 68,5% in parafarmacia e il 69,9% nei Corner GDO.
Si può dire, inoltre, che nel 2011 le vendite dei farmaci OTC hanno assistito ad una crescita solo in parafarmacia (+1,4%) contraendosi, invece, negli altri due canali.
A fronte di queste constatazioni si può concludere che, nonostante ad oggi la farmacia resti il canale più sviluppato e di maggior riferimento per i cittadini, la parafarmacia risulta il canale più dinamico, l’unico che continua a crescere sia in termini di aperture di punti vendita, sia in termini di quote di mercato che annualmente erode alle altre due realtà.

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